L'ordine degli umiliati

L'ordine ha origine da alcuni gentiluomini milanesi che nel 1017 si riunirono con il nome di Umiliati, questi praticavano esercizi devoti e lavoravano nella fabbricazione della lana.

Per più di un secolo non ebbero alcuna regola scritta poi, nel 1134, San Bernardo ne dettò una. Successivamente si divisero in tre ordini:

- il primo costituito dagli aderenti che conducevano una vita castigata;
- gli appartenenti al secondo conducevano una vita religiosa.
- il terzo ordine, in seguito chiamato primo per la sua eccellenza sopra gli altri, fu fondato da San Giovanni Oldrado detto da Meda.
 
Si dice che Oldrado sia stato anche il fondatore della domus tra il secondo e il terzo decennio del XII sec. in una località paludosa dalla quale derivò il nome Rondenario.
 
Nella città di Como gli Umiliati detenevano anche la domus di S. Orsola, quello di Santa Maria di Vico, di Santa Maria del Ponticello e, dal 1516, anche la prepositura di S. Martino Zezio.
 
Mediante la lavorazione della lana, industria allora assai lucrosa, si arricchirono e i superiori detti i prepositi godevano delle più costose raffinatezze della vita. La Santa Sede voleva riformare l'ordine e così mandò San Carlo Borromeo che impose agli Umiliati un metodo di vita veramente religioso, per questo tentarono di assassinarlo. Così il 7 febbraio 1571 fu pubblicata la Bolla di Soppressione per l'ordine di chiusura dei conventi. I loro beni a Como nel 1580 furono dati di commenda al Cardinale Tolomeo Gallio che poi nel 1583 li cedette per la creazione del Collegio.

La casa di S. Maria di Rondineto

A partire dal secolo XII sorgevano la casa e l'annessa Chiesa di S. Maria di Rondineto, appartenenti all'ordine degli Umiliati. I religiosi sceglievano con estrema oculatezza i luoghi in cui insediarsi e ciò appare in modo tangibile nella località di Rondineto: era questa una zona attraversata da una roggia, che venne sfruttata dal mulino del convento, poco distante dalla paludosa riva di Prato Pasquee, in prossimità della foce del torrente Cosia.

Il primo documento che attesta l'esistenza della casa umiliata è del 1198: in esso si riporta che in quell'anno esisteva a Rondineto una fraternitas di uomini e donne umiliati. E' probabile che a quest' epoca si trattasse di una fraternità laicale mista e la presenza femminile, testimoniata anche da altre fonti documentarie, faceva di Rondineto una delle così dette case doppie degli Umiliati.

La casa più ricca indubbiamente era quella di Rondineto: molti documenti pergamenacei, tutt'oggi conservati nell'archivio dell'Opera Pia Gallio, testimoniano la prosperità economica dell'ente, che godeva di proprietà edilizie e fondiarie consistenti, localizzate, nella città di Como, nella bassa Comasca e sulle rive del Lario. I possedimenti immobiliari erano probabilmente ben più cospicui di quanto non sia rimasto notizia: nei registri delle decime relative al triennio 1295-1298, imposte da Bonifacio VIII, Rondineto figura infatti tra i massimi contribuenti della Chiesa comasca.

Gli Umiliati si dedicarono soprattutto all'attività tessile, dalla lavorazione della lana in tutte le sue fasi, alla confezione di panni rustici e robusti, attività che li portò ad erigere i loro insediamenti principalmente nelle vicinanze di corsi d'acqua.

Nel periodo della riforma cattolica, S. Carlo Borromeo che era cardinale protettore degli Umiliati, ebbe l'incarico, dal pontefice Pio V, di provvedere ad una radicale riforma dell'ordine secondo le disposizioni del concilio di Trento.

 
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