Gli umili se ne vanno in silenzio così come sono vissuti. Schivano le luci della ribalta e non guadagnano in vita e tantomeno da morti le prime pagine dei giornali.

Oggi se ne è andato, in un paese lontano lontano, un religioso che ha contribuito in maniera determinante a rendere incisiva, produttiva e santa la presenza dei somaschi nel mondo negli ultimi quindici anni.

Fratel Antonio Galli, ma tutti lo chiamavamo Padre Galli, dopo aver combattuto per un mese con le complicanze dell’ennesimo attacco di malaria si è spento oggi in India, dove si trovava nel suo cammino quotidiano attraverso i continenti per sostenere e dare corpo all’eredità di San Girolamo nel mondo.

Solo un mese fa era al Gallio, e parlavamo di Haiti, di Sri Lanka, di Filippine, di Centro America. Molti di noi lo ricordano in Collegio come maestro, come guida delle Elementari. Quanti momenti che ora noi consideriamo parte delle tradizioni che donano identità alla scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado sono nate da sue intuizioni. La Santa Messa del Sabato delle Palme, la festa di fine anno della Scuola Primaria, il Laboratorio Teatrale, che senza il suo appoggio incondizionato non sarebbe mai nato. Non ci saranno prime pagine dei giornali, per lui, come sta succedendo in questo funesto anno per tante personaggi che ci stanno lasciando. Ma lui ha di certo scritto negli animi di chi lo ha conosciuto capitoli di umanità e, chissà, di santità che non dimenticheremo. Aveva il suo carattere, la sua personalità, non era un tipo facile, ci si litigava facilmente, estroso, imprevedibile. I suoi confratelli credo ricordino facilmente mille occasioni in cui hanno bisticciato con lui. Ma tutti abbiamo i nostri difetti. Il problema è avere dei pregi, e lui ne aveva, eccome. San Girolamo perde un collaboratore prezioso, forse insostituibile. Sta a noi tutti prenderci carico della sua eredità, con le forze che abbiamo. Chissà se tornerà in Italia, o rimarrà in India. Quel che è certo è che a gennaio dobbiamo ricordarlo, con una preghiera tutti insieme in Collegio. Perché se abbiamo perso un instancabile pellegrino della carità somasca abbiamo guadagnato uno sguardo dal cielo. Padre Galli, dai, guarda giù, e insieme alle migliaia di ultimi che stavi aiutando ricorda anche il Gallio.
 
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